Smart working, la rivoluzione che cambia le aziende

La tecnologia sta incidendo sui modelli di organizzazione del lavoro più di quanto la politica non sia stata capace di fare e ci sposta verso uno scenario di flessibilità personale che non ha più confini né di orario, né di luogo: volente o nolente, saremo tutti più flessibili. La strategia di molte aziende è da rivedere. Le differenze tra il mondo della “fabbrica” di produzione e quello dell’ufficio, tipico dei knowledge worker, restano, ma la tendenza è quella di disarticolare il luogo fisico del lavoro dal tempo del lavoro. Lo scambio di informazioni abbatte i confini fisici. Il modo in cui le persone lavorano è cambiato nel corso della storia a causa di diversi fattori prima di tutto ambientali, economici e soprattutto tecnologici. La diffusione dei device mobili è l’elevamento dirompente di questa trasformazione.Le aziende di qualsiasi dimensione sono alla ricerca di processi di lavoro più intelligenti per centrare gli obiettivi di business, soddisfare le esigenze del cliente, ma al tempo stesso offire un work-life balance di qualità. Da un lato si tratta di semplificare le soluzioni Unified Communication, dall’altro di estendere la mobility e le soluzioni per il BYOD a tutto l’ecosistema aziendale.Negli anni Ottanta, si lavorava “better”, negli anni Novanta si lavorava “cheaper”. Oggi, si lavora “elsewhere”. Manager e CIO devono collaborare per sfruttare appieno le opportunità dell’enterprise mobility. La massiccia diffusione di smartphone e tablet, lo sviluppo delle reti di nuova generazione, la continua proliferazione di servizi e contenuti di ogni natura spingono in maniera decisa la Mobile & App Economy. Lavorare ovunque e in qualunque momento aumenta la produttività, ma con quale effetto sull’organizzazione del lavoro? E quali sono i punti chiave di questo cambiamento?Find more @ http://www.datamanager.it/2015/04/smart-working-le-priorita-dei-cio/

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